Gay & Bisex
La palestra del piacere
Marciotto
22.03.2026 |
2.970 |
8
"La passione di quel pompino colpì Marcello, che esclamò: "Porca miseria, ci sai fare! Sei favoloso", e afferrandolo per la nuca lo penetrò ancora più in profondità..."
Sergio è un uomo di 50 anni, responsabile di un grande magazzino, che vive la propria omosessualità in modo riservato, quasi monastico. Abita in un condominio a Palermo e le sue giornate si ripetono quasi sempre uguali. Una delle poche cose che gli regalano piacere e lo fanno sognare è la discesa verso i box per prendere l'auto.
Nell'atrio del grande scantinato si affaccia una palestra con ampie vetrate; lì, ogni mattina, Sergio si apposta in un punto nascosto che gli permette di osservare senza essere visto. Osserva quei corpi di donna, ma soprattutto quelli degli uomini: sudati, prestanti, con bicipiti e cosce in mostra. Attraverso i pantaloncini intravede i rigonfiamenti delle parti intime e resta lì per qualche minuto a fantasticare su approcci sessuali, anali o orali, con quegli uomini eccitanti.
Era un sabato mattina e Sergio era sceso con l'intento di andare a fare jogging, approfittando della giornata libera. Come al solito si era fermato a guardare quei corpi che lo facevano sognare. Posizionato nel solito posto, la sua attenzione fu catturata da due uomini: uno disteso sotto il bilanciere, alle prese con un sollevamento, e l'altro in piedi a guidare l'esercizio.
Ciò che lo colpì fu, dapprima, l'erezione dell'uomo sotto l'attrezzo: aveva le gambe aperte e dai pantaloncini verdi e larghi si vedevano chiaramente le palle e un grosso cazzo in erezione. L'altro uomo, in piedi proprio davanti al viso del compagno disteso, anch'egli con un'erezione visibile, con la scusa di sistemare il bilanciere gli aveva quasi posizionato il cazzo in faccia.
Questa visione eccitò Sergio a tal punto da distrarlo: non si accorse che, poco distante, un altro uomo seduto stava fumando una sigaretta elettronica. Scoperto, Sergio arrossì e cercò di scappare, ma l'uomo lo fermò subito: "Dai, tranquillo, non ti preoccupare. Anche io stavo osservando quei due là, sono veramente eccitanti". Così dicendo, mostrò la propria erezione. "Piacere, sono Marcello".
Per la prima volta Sergio si sentì a proprio agio; non scappò e rimase lì. Marcello, un sessantenne fisicamente ben messo e in tenuta ginnica, dopo pochi secondi gli disse: "Mi pare che siamo entrambi eccitati davanti a questa visione... ci diamo dentro, ti va?".
Sergio, preso da un'audacia inaspettata, lo spinse in un anfratto nascosto. Si accovacciò davanti a Marcello, gli abbassò i pantaloncini e iniziò a spompinarlo. Il cazzo di Marcello era lungo circa 20 cm, con una notevole circonferenza, curvo e con belle nervature, profumato e umidissimo. Sergio lo scappellò e iniziò a pennellare la cappella con la lingua; poi le sue labbra la circondarono totalmente e infine se lo spinse in gola, con una voglia e un desiderio che finalmente potevano esprimersi. La passione di quel pompino colpì Marcello, che esclamò: "Porca miseria, ci sai fare! Sei favoloso", e afferrandolo per la nuca lo penetrò ancora più in profondità.
A quel punto Sergio si alzò, baciò Marcello in bocca e gli disse: "Dai, vieni su da me... abito qui sopra".
In ascensore, i due uomini furono travolti da una passione intensa; i loro corpi erano tesi dal pathos e dalla voglia di scoparsi, le lingue si intrecciavano impazzite. Appena entrati nell'appartamento erano già completamente nudi, incapaci di staccarsi. Sergio portò Marcello nella stanza da letto, lo fece sedere sul bordo del letto e lo spinse indietro fino a farlo sdraiare.
Iniziò a spompinarlo con foga inaudita: con una mano lo masturbava e con la bocca faceva su e giù. Le mani di Marcello erano sulla testa di Sergio, ma non serviva che facesse nulla, tale era l'ardore dell'altro. Subito dopo, Sergio fece sollevare le gambe a Marcello per praticargli un rimming; la sua lingua leccava quel culo con passione, mentre i gemiti di Marcello diventavano incontrollabili. Erano entrambi in estasi.
Il passo successivo fu voltare Marcello che, appena fatto, inarcò il bacino per permettere una facile penetrazione. Il cazzo di Sergio entrò con estrema facilità; i colpi erano frenetici e ben assestati. Travolto dal piacere, dopo solo una decina di colpi, Sergio sborrò nel culo di Marcello, abbandonandosi esausto sul suo corpo. Dopo pochi secondi, estrasse il cazzo e iniziò a leccarlo, ingoiando il suo stesso sperma.
Lui era esausto, ma Marcello aveva ancora voglia di un altro giro: il suo cazzo era di marmo, durissimo. Sergio non se lo fece ripetere due volte: ricominciò a spompinarlo, ma subito dopo decise di cavalcarlo. I due ricominciarono a godere come se avessero appena iniziato. Sergio ballava su quel cazzo con la testa dondolante per il piacere e, dopo pochi colpi, ebbe non uno, ma due orgasmi anali in successione. Produsse un'altra sborrata sulla pancia di Marcello, il quale a sua volta sborrò nel culo di Sergio con un urlo che probabilmente sentirono anche i vicini: "Sììì, godooo!".
L'amplesso favoloso e unico si concluse così. Alla fine, Sergio si gettò sul corpo di Marcello e i due si scambiarono un lungo e profondo bacio alla francese. Sicuramente, quello era l'inizio di una lunga storia di sesso e amore.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La palestra del piacere :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
